La particolare devozione del popolo della città di Torre del Greco verso la solennità liturgica dell’Immacolata concezione, nasce in connessione all’evento storico che vide protagonista la città corallina.
L’8 dicembre del 1861, un violento crollo della parte sommitale del Vesuvio innescò una pericolosa eruzione che danneggiò in gran parte il borgo antico di Torre. I Torresi nell’incombente pericolo, corsero nella Basilica di S. Croce ed elevarono una supplica all’Immacolata, facendo un voto civile: avrebbero portato la statua della Vergine in processione su un carro trionfale – ogni anno l’8 dicembre – per le strade cittadine. Successivamente alla richiesta del popolo la lava si arrestò prodigiosamente.
Da quel giorno, dunque, la festa dell’Immacolata, a Torre del Greco, si celebra per ricordare lo scampato pericolo della distruzione della città, e, per rinnovare – in virtù di quella promessa antica – il voto civile del popolo corallino alla Vergine Santissima. Più di centocinquanta anni di “devozione” spirituale alimenta la fede e la storia del popolo Torrese. Una fede che spinge la religiosità del popolo ad arricchire la tradizione.
“Si crea un’unità sociale mantenendo il sapere tradizionale vivo. Una tradizione che si rinnova ex novo ogni volta, in base alle esigenze che si vivono nella fase attuale della vita” sostiene Raffaele Califano
dei “Luna Janara”, un gruppo di musicisti professionisti uniti dalla passione verso la musica popolare, che hanno dato vita al rito della Scala Santa. Un rito caratterizzato dalla scalata dei 12 gradini del sagrato della Basilica di Santa Croce per raggiungere l’effige dell’Immacolata.
Ogni gradino sancisce i dodici passi verso l’assoluzione: si affronta il dialogo tra fedele e il sacro, tramite cui ognuno tenta di elevarsi.
L’esperienza diventa multisensoriale: si respira nel suono, nel canto, nel movimento spontaneo espresso dall’energia primordiale; i passi avanzano sulla terra madre, i corpi vibrano al ritmo binario dei tamburi che scandiscono il battito cardiaco, il tempo e lo spazio.
Toto Toralbo, altro componente del gruppo “Luna Janara“, definisce Il rapporto tra la musica e la fede citando Sant’Alfonso Maria dei Liguori quando dice che “chi canta prega due volte”.
Aggiunge: “è come se prendessi gran parte della mia energia nascosta nelle viscere e la portassi verso l’esterno in forma di canto; illuminando e rendendo grazie”.
Della stessa energia ne parla Giovanni Saviello – Dice in riferimento all’evento della Scala Santa: “è come una scalata al monte”. Anche Giovanni sente il bisogno di esprimersi attraverso la musica, creando quello che lui stesso definisce il “Soffio Armonico”. Musicista professionista, zampognaro, uomo, spirituale, diventa anche accompagnatore del ciclo vitale altrui; sono 20 anni ormai che Giovanni si esibisce in serenata alla Basilica di Santa Croce a Torre del Greco.
È questo il legame della cultura popolare con l’Immacolata e la gente dell’Immacolata.
Un “credo” che ha spinto l’arte a rigenerarsi per toccare il sublime, l’immenso ad interrogarsi sul senso della fede e della tradizione popolare andando oltre come dimostra il progetto “Devozioni: Itinerari religiosi e popolari tra l’Immacolata, il Vesuvio ed il Parroco Santo”, organizzato dal comune di Torre del Greco nel 2018, ideato e diretto da Gigi di Luca; che a tal proposito dichiara: “La tradizione popolare è lo strumento principale per un legame tra le nuove generazioni e la terra che li ha generati. Un legame che, se nell’ultimo trentennio è andato disperso, oggi invece si ri-presenta come una necessità per un riscatto sociale e culturale, un orgoglio ritrovato di appartenenza a quella identità del Sud a tratti nobile, contadina, frammentata ma ancora viva in cui c’é un forte bisogno di riscoperta delle proprie radici“.


