Tratto da Yusdra e la città della Sapienza di Daniela MorelliNata sotto una pianta di datteri

Liberamente tratto da Yusdra e la città della Sapienza di Daniela Morelli – Mondadori La contemporanea
Drammaturgia di Daniela Morelli e Gigi di Luca
Con Pamela Villoresi
Dalal Suleiman
Musiche dal vivo: Marzouk Mejri
Regia di Gigi di Luca

Produzione Fondazione Campania dei Festival – Teatro Festival Italia

Rappresentato al Museo Nazionale di Pietrarsa (Arena)

Sabbia, granelli di vite umane, disperse nel nulla, sollevate dal vento, legati da un destino comune.
Leyla, cieca, matriarca di una tribù nomade, poetessa dai tatuaggi scuri, nata sotto una pianta di datteri. Con fermezza, ha guidato la sua gente in cammino, con saggezza ha condotto il loro viaggio interiore.
Yusdra, giovane e inquieta, nipote prediletta che Leyla ha consegnato bambina all’Occidente, mentendole e costringendola a tacere le proprie origini.

In mezzo a loro un uomo, un cantastorie delle loro bugie e verità, un balordo provocatore, l’occhio indiscreto dallo sguardo integralista sul mondo che costringe la matriarca poetessa a una confessione e la giovane donna, spodestata della sua identità, forse ancor più clandestina nella sua terra che in terra straniera, a una decisione: il ritorno in Africa alla ricerca della proprie radici. Entrambe nate sotto una pianta i datteri sono in attesa di un incontro, dopo anni di lontananza.
Così il viaggio nell’immenso braciere assume il valore di un viaggio di ritorno alla ricerca della propria identità.
La saggezza conservata negli antichi manoscritti viene ritrovata e disseppellita dalla sabbia.

Avverto oggi più che mai, un bisogno forte di dare voce ai sentimenti popolari a quella sfera di intimità in cui vivono anche contraddizioni violente ma dove persiste la ricerca profonda della propria identità.
Per questo “ Nata sotto una Pianta di Datteri “ è, da una parte ascolto di quel mondo interiore che appartiene a chi è costretto a vivere in un’altra terra, al suo sentirsi “ clandestino “ in ogni dove, frase, sguardo altrui e, dall’altra, omaggio al matriarcato, alla saggezza delle donne del sud che con sapienza hanno saputo essere fari per la loro gente.

Leyla e Yusdra, terra e acqua, mater e figlia, nonna e nipote prediletta, due generazioni a confronto, il cui sentire comune si colloca in uno spazio scenico diviso in due mondi distanti ma vicini, sono vittime entrambe di pregiudizi e pensieri intolleranti “ dell’uomo delle regole giuste “, un guardiano conservatore che si mette contro l’una e contro l’altra.
La radice da cui parto e su cui poggia anche questo lavoro sospeso come gli altri tra parola, immagini e musica, non è la tradizione , ma il suo codice interpretativo, la linea di attraversamento dell’oggi che parte dalla memoria per incontrare il presente, contaminarlo, esserne assorbita per poter ri-nascere una seconda vota. Come Yusdra quando bambina incontra l’occidente.

Gigi Di Luca