Ethnos per le scuole

Ethnos per le Scuole, rassegna musicale ideata per i ragazzi delle scuole della Campania, ha come obiettivo la diffusione della conoscenza delle culture musicali del mondo.
Le musiche del mondo nelle scuole della CampaniaEthnos per le scuole

Nata come sezione didattica e naturale prosieguo dell’esperienza quindicennale del festival di musica etnica “Ethnos”, questa rassegna si propone di far conoscere ai più giovani sia il patrimonio artistico e culturale di popoli geograficamente e culturalmente lontani, sia le tradizioni musicali popolari del Sud Italia e dell’Europa, sia la “world music”, cioè la musica che nasce dalle contaminazioni di linguaggi, stili, e ritmi.

Punto di partenza del progetto è stata la convinzione che, in una società multiculturale, l’educazione alla conoscenza di altre culture, la valorizzazione e il riconoscimento delle differenze sono condizioni imprescindibili per promuovere la capacità di convivenza democratica e il dialogo in una prospettiva di reciproco arricchimento. Per questo i concerti di Ethnos per le scuole sono al tempo stesso occasione di riflessione per e con gli studenti e opportunità per i ragazzi di ascoltare musica diversa, non commerciale, e per parlare con i musicisti, conoscere la loro storia, gli strumenti che utilizzano e le tecniche per suonarli. La musica diviene così strumento narrativo, varco d’accesso per mondi apparentemente diversi, ma che talvolta, si sono rivelati molto più vicini di quanto immaginato. È il caso della prima edizione di Ethnos per le scuole, rivolta alla cultura musicale dei paesi che si affacciano sulle Mediterraneo, quando gli studenti hanno compreso l’esistenza di una vera e propria “armonia Mediterranea”, comune denominatore veicolato da continui spostamenti per mare e per terra che trasmettono la sensazione di ascoltare sempre qualcosa di “nostro”.

La struttura del progetto, nato per creare un viaggio nella musica dei 5 continenti, si sviluppa con una programmazione tematica distribuita in 4 anni, con l’intenzione di dedicare ciascuna edizione ad un’ area geografica precisa:
con l’intento di destinare ad ogni annualità, la proposte di una determinata area geografica:
1° anno Il Mediterraneo
2° anno Africa
3° anno Asia
4° anno Le Americhe
5° anno Il nord Europa e le contaminazioni (?)
Per la prima edizione che, come già detto, ha riguardato l’area mediterranea, sono stati realizzati quattordici concerti, quello inaugurale a maggio e i restanti tredici dal 17 novembre al 18 dicembre 2008, in diverse scuole della Campania, ognuno introdotto da una presentazione che ha illustrato i tratti culturali tipici del paese su cui si è posta l’attenzione e sul musicista presente. Partendo dall’Italia lo sguardo si è posato su Napoli per spostarsi poi verso il Salento e sul Sud Italia, ancora sul Marocco, Algeria, Tunisia,  Spagna, Palestina, Egitto.

L’obiettivo di portare a conoscenza delle nuove generazioni il comune denominatore culturale che unisce tutti i popoli sul Mediterraneo, è stato, a nostro avviso e non solo, il modo migliore per reprimere la xenofobia che molto spesso si manifesta verso i popoli appartenenti a molte delle aree Mediterranee. L’aspetto culturale, e soprattutto il forte significato delle manifestazioni musicali, ha permesso di comprendere la vita, le abitudini, i costumi dei popoli del mediterraneo e soprattutto di evidenziarne i molteplici punti comuni tra le varie etnie presenti.
Al termine di ogni concerto sono stati distribuiti questionari dai quali si è evinto che il valore educativo delle “conoscenze”, delle” scoperte culturali” spingono i giovani verso un nuovo modo di pensare e di vivere, che la richiesta di esplorazione del mondo delle culture etniche contribuisce a quel processo di integrazione quotidiana con gli immigrati che vivono in Campania.

La seconda edizione, invece, ha visto la partecipazione di circa 5.000 e 18 appuntamenti con artisti stranieri, italiani, immigrati invitati ad “iniziare” bambini e ragazzi alla conoscenza  delle culture musicali del mondo. È stata, così, mostrata l’altra faccia dell’Africa: colore e suono, ritmo e passione, etnie e lingue diverse  agli studenti che quotidianamente vedono una solo volto africano, quello extracomunitario.

La manifestazione, consolidatasi e rafforzatasi nel tempo ha abbracciato innumerevoli culture musicali ed etniche, tra gli artisti che si sono esibiti al festival ricordiamo Miriam Makeba, Mercedes Sosa, Inti Illimani, Khaled, Dulce Pontes, Buena Vista Social Club, Gilberto Gil, The Cheftains, Rokia Traorè, il premio oscar Sakamoto, Cheikka Remitti, Abdelli, Omar Sosa, il progetto Le Vie della Seta con 30 artisti del centro Asia, e poi popoli Tuareg, Aborigeni, Indiani d’America, Mongoli, artisti Sufi, Gnawa, Israeliani e Palestinesi, provenienti dai piu svariati luoghi della terra ed artisti italiani del calibro di Ivano Fossati, Angelo Branduardi, Teresa De Sio, Capossela, Eugenio Bennato, Enzo Avitabile, Mauro Pagani, Elena Ledda, Tenores di Bitti, Nuova Compagnia di Canto Popolare, confermando così la sua natura di grande evento culturale ed interculturale e garantendo oltre ad una base di pubblico oramai fidelizzato anche una continua affluenza di nuovi visitatori.