Il mio cuore è nel sud

La Bazzarra

presenta

“Il Mio Cuore è nel Sud”

radiodramma di Giuseppe Padroni Griffi

Collaborazione Artistica

Jorge Coulon – Inti Illimani

Scene e Costumi

Tata Barbalato

Coreografie e Regia

Gigi Di Luca

Nato da un laboratorio sperimentale e per la prima volta messo in scena, lo spettacolo è stato inserito nei cartelloni di: Galleria Toledo (Napoli), Caivano Arte, Bartolo Longo (Pompei) e nell’ambito del Festival delle Ville Vesuviane – XVI edizione (Villa Campolieto, Ercolano) .

Lo spettacolo si avvale di un testo inedito scritto e recitato da Iorge Coulon, leader degli Inti Illimani.

La compagnia è composta da undici attori. Atto unico, durata: 90 minuti.

Scritto nel 1950 e per la prima volta messo in scena, il radiodramma di Patroni Griffi è il punto di partenza di uno spettacolo dedicato a tutto il sud del mondo , in cui viene messa in luce la passionalità di una terra che consuma e rende vivi.

La messa in scena, in chiave contemporanea, si muove sulle linee parallele della realtà e del sogno, sulle quali scorrono immagini, fotogrammi ed atmosfere che si compongono e si scompongono in un gioco di opposti e di contrasti, come l’uomo e il suo doppio, il sole e la luna, il giorno e la notte.

Donne, che provano rabbia e paura, che rincorrono e scappano; che fucilate, si alzano e poi ricadono. Donne nude, violentate nell’intimo, sferzate da un “abuso”;

hanno perso ogni possibilità di “essere”, di amare, di generare e di desiderare , eppure anche loro creature di Dio, che però lascia nelle mani dell’uomo, il timone della vita. Tutto avviene per le sue luride mani, attraverso il suo corpo di maschio, che ha oltraggiato, ha violentato, ha trasgredito e che ora, sacro e profano, nel suo essere doppio, porge l’acqua della spiritualità.

Il sogno e la realtà, ciò che si vorrebbe che fosse e ciò che invece è, sono la chiave di lettura di queste nette contraddizioni tra la parola e l’immagine scenica, tra i bambini che ritornano a vivere, giocare, a sognare di essere uccelli e il crudo atto di denuncia fatto da un uomo-prete.

Contrasti ed opposti legati tra loro da una sottile ricerca della musica etnica che unisce in un unico universo sonoro l’intero sud .La musica racconta, emana, suggerisce, denuncia, e lo fa con la forza, che solo la musica dei popoli e del sud del mondo ha. Intrecci di musiche da Napoli, a Lisbona, dal Medio Oriente a Cuba e al Sud America, come incontro di passioni e di amori per una stessa terra, fatta di acqua e di gente che non sa spiegare cosa significhi venire da questo strano punto cardinale, che invece è quasi un modo di essere, di vivere naturalmente, un modo si sognare, di lottare, di ribellarsi e anche purtroppo, di rassegnarsi.